Adana refugee camp – February 2021

(EN) When I first visited the refugee camp last October Support and Sustain Children launched the Rainbow Tent, an initiative – as the name implies – to provide a space and assistance for the children’s education. It couldn’t be used officially as a school as the local authorities had already halted such a project a few months before.

A week later, and once again the police came and closed it down.

During February’s visit, we assisted on a lesson day in the recently opened “workshop tent” where Jassim – a local teacher – is offering basic training at weekends for a limited number of pupils. I found his resilience remarkable; he’s committed to giving these children the opportunity to read and write at least in Arabic and he’s willing to run this risk. It was a pleasure to see the children focused, relaxed and just happy to be there.

Turkey is among the signatories of the UN Convention on the Rights of Children. It consequently pledges to recognise and enforce – among other basic human rights – the children’s inherent right to life, the respect of their fundamental freedoms, the elimination of ignorance and illiteracy, their protection from economic exploitation, and their preparation for a responsible integration in a free society. This is far from reality on the ground though, with Syrian students not being accepted by local colleges; even a makeshift school for a primal education is not allowed.

Many issues remain unresolved for these refugees, and much vital aid is needed in the short term. Food, water, shelter from the elements, medical assistance, but above all, they must receive their primary education, find work with which regain their dignity, and once again be in possession of the independence we all value so much.

If the absolute basics are not provided, what next for these children? It’s likely to be the same familiar story; marriage at an early age, start a family, and thereafter – destined for the rest of their lives – to remain illiterate, work in the fields for a few pennies and with a tent for a home.

Have you ever been cold, hungry or sick and the only way to get by was hoping for a better tomorrow? Have you ever been dreamless?

Please help Support and Sustain Children give the dream of a better future.

www.supportandsustainchildren.org

(IT) Quando ho visitato il campo profughi per la prima volta, lo scorso ottobre, Support and Sustain Children aveva lanciato la Tenda Arcobaleno, un’iniziativa con lo scopo di fornire uno spazio e assistenza per l’insegnamento ai bambini. Non poteva essere utilizzata ufficialmente come scuola perché le autorità locali avevano già fermato un progetto simile.

Una settimana dopo la nostra partenza, ancora una volta, la polizia è arrivata e l’ha chiusa.

Questo febbraio però abbiamo assistito a una giornata di lezione nella più recente “tenda laboratorio” dove Jassim, un insegnante locale, sta tenendo corsi di formazione di base nei fine settimana per un numero limitato di alunni, all’interno della sua piazzola. Ho trovato la sua resilienza encomiabile. Si è impegnato ad insegnare a questi bambini a leggere e scrivere almeno in arabo malgrado questo lo esponga a gravi rischi personali. È stato un piacere vedere i bambini concentrati, rilassati e semplicemente felici di essere lì.

La Turchia ha aderito alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Bambini impegnandosi così a riconoscere e a far rispettare – tra i diritti umani elencati – il diritto alla vita, il rispetto delle libertà fondamentali, l’eliminazione dell’ignoranza e dell’analfabetismo, la protezione dallo sfruttamento economico e la preparazione per un’integrazione responsabile in una società libera. La realtà però è che gli studenti siriani non sono accettati nei college locali e nemmeno è loro consentito di frequentare una scuola improvvisata in un campo profughi per ricevere almeno un’istruzione elementare.

Molte sono le questioni da risolvere per questi rifugiati e tanti gli aiuti basilari necessari a breve termine. Cibo, acqua, riparo dalle intemperie, assistenza medica ma soprattutto istruzione, affinché trovino un lavoro dignitoso che restituisca loro la dovuta dignità e la possibilità poter camminare sulle loro gambe.

Altrimenti, cosa sarà di questi bambini? Si sposeranno, metteranno su famiglia e, per il resto della loro vita, rimarranno analfabeti, lavoreranno per pochi spiccioli nei campi e vivranno in una tenda.

Hai mai avuto freddo, fame, ti sei mai ammalato e l’unico modo per tirare avanti, l’unica cosa a cui aggrapparsi, era la speranza in un domani migliore? Sei mai stato senza sogni?

Per favore, aiuta Support and Sustain Children a regalare il sogno di un futuro migliore.

www.supportandsustainchildren.org

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